La Constraint Therapy
Una terapia da conoscere per il bambino affetto da emiplegia:
LA CONSTRAINT THERAPY
I disturbi del movimento all’arto superiore nei bambini con paralisi cerebrale appaiono molto più vari e complessi rispetto all’arto inferiore, con una maggiore presenza di distonia e debolezza unite anche a spasticità. Il deficit funzionale rappresenta un problema che influisce nelle attività della vita quotidiana. Durante le attività quotidiane, il bambino emiplegico tende a privilegiare l’uso dell’arto sano e a escludere dalle attività l’arto paretico. La chirurgia ortopedica non può fare molto per questo problema.
La Constraint Induced Movement Therapy (CIMT) è una terapia che blocca l’arto sano, con l’utilizzo di un gesso o bendaggi, con lo scopo di incoraggiare l’uso dell’arto paretico. Ci sono diverse modalità di trattamento:
* Constraint induced movement therapy (CIMT) che richiede il blocco dell’arto sano per almeno 2 settimane consecutive e una terapia riabilitativa intensiva (almeno 3 ore al giorno).
* Forced-use therapy (FUT) che prevede il blocco dell’arto sano senza terapia aggiuntiva,con un apparecchio gessato in materiale sintetico, per 20 giorni.
La maggior parte degli studi presenti in letteratura, sul trattamento del paziente con paralisi cerebrale, utilizzano il blocco per l’arto sano solamente durante la seduta di terapia. Pochi sono invece i lavori che parlano della terapia FUT. Questa tipo di trattamento prevede, come già descritto sopra, il blocco dell’arto sano senza terapia aggiuntiva ma soprattutto, prevede l’immobilizzazione per l’intera durata del trattamento, a differenza degli altri metodi che utilizzano il bendaggio solo durante la terapia.
L’obiettivo di questo trattamento è quello di “obbligare” l’uso dell’arto patologico nelle attività quotidiane, grazie all’esclusione dall’uso dell’arto sano; con questa terapia, si potrà poi utilizzare di più anche l’arto emiplegico, ormai allenato. Nella nostra U.O. di Ortopedia Pediatrica si è scelto di seguire il protocollo della FUT. I criteri di inclusione sono stati stabiliti dal team di riabilitazione e dal medico ortopedico che segue il paziente. Si è scelto di includere solo i pazienti emiplegici affetti da paralisi cerebrale infantile, con età inferiore ai dieci anni e senza retrazioni a livello del polso e del gomito. Il blocco dell’arto sano viene tenuto per 21 giorni consecutivi e viene utilizzato un bendaggio leggero ma resistente, posto da sotto il gomito fino alla punta delle dita. I pazienti proseguono le loro abituali sedute riabilitative senza l’aggiunta di sedute.
Per la valutazione dell’arto superiore, prima e dopo il trattamento, vengono utilizzate la Melbourne assessment of unilateral upper limb (MUUL), la Shriners Hospital Upper Extremity Evaluation (SHUEE) e l’analisi computerizzata in 3D dell’arto superiore (SMART ANALYSER BTS, Milano).
Siamo molto contenti dei risultati ottenuti e anche le famiglie ed i bambini trattati, riferiscono beneficio da questa terapia, senza disagi o effetti collaterali. Ovviamente il segreto sta nella selezione dei casi idonei e nelle spiegazione chiara degli obiettivi da raggiungere.
Bibliografia:
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